NERA CHE PORTA VIA // festival profondo giallo

MANIACI D’AMORE
SABATO 17 NOVEMBRE ORE 21
Auditorium della Fondazione di Piacenza e Vigevano
Via Sant’ Eufemia 12/13, Piacenza

di e con Francesco d’Amore e Luciana Maniaci
una produzione Festival Dig / Riccione Teatro / Parmaconcerti

All’interno di Festival Profondo Giallo

Dove c’è un morto c’è una storia, e lo sa bene la letteratura che, da Fëdor Dostoevskij a Émile Zola a Truman Capote, ha sempre attinto a piene mani dalla cronaca nera. Ma ci sono tanti modi di raccontare un crimine: alcuni scavano in profondità, verso le ragioni delle vite interrotte, altri restano nella superficie dei corpi violati.

“Nera che porta via” è la narrazione due terribili fatti di sangue che diventa il pretesto per una rifessione sul meccanismo stesso della morbosità, un’indagine psicologica sulle radici del male e un esperimento teatrale originale sul confine tra racconto e immersione estetica.

Sono due storie con al centro adolescenti. Ragazzi di 16, 18, 20 anni. Ragazzi che hanno ucciso.

Una sera d’inverno del 1975 Doretta Graneris, una ragazza di Vercelli di diciott’anni e tre giorni, andò a trovare i genitori, insieme al suo fidanzato, Guido.
Erano gli anni della liberazione dei costumi, delle rivendicazioni delle donne e dei diritti della gioventù. Doretta respirava quel vento nuovo, voleva diventare un’artista e vivere libera. Quella sera i membri della sua famiglia erano intenti a guardare la televisione, un varietà spensierato con protagonista Macario. Doretta li guardava e nella sua mente inquieta, incrinata, vedeva un mondo vecchio, opprimente e grigio, deciso a spegnere in lei ogni vitalità. Quella sera c’erano la madre, il padre, i due nonni e il fratellino di 12 anni.
Nessuno scamperà alla furia delle pallottole.

Negli anni ’90 invece, nell’hinterland milanese, una compagnia di amici, appassionati di
death metal, inizierà a confondere l’immaginario di quelle canzoni brutali per la realtà.
Inizierà a parlare di demoni, di riti, di sacrifci. Lentamente il gruppo stringerà le proprie
maglie attorno al proprio delirio fno a dar vita alle “Bestie di Satana”. E’ l’inizio di quello che viene considerato dai media internazionali come il fatto di sangue italiano più atroce dal secondo dopo guerra. Hanno dai 16 ai 26 anni, famiglie sofferte, storie di droga e una vita senza direzione. Durante il lungo spaventoso processo che li vedrà protagonisti uno di loro dirà “ci volevamo bene come fratelli, suonavamo insieme, eravamo ragazzini, abbiamo finito per ucciderci tra noi come animali.”

Due pezzi neri di storia italiana.
Un viaggio teatrale su su quando si uccide per non diventare adulti, perché non si riesce a provare emozioni o perché il senso della vita è incerto e lontano.

In questa originale conferenza-spettacolo, prodotta dal Festival Dig e da Riccione Teatro
insieme a Parmaconcerti, i Maniaci d’Amore, coppia di attori e drammaturghi formata da
Luciana Maniaci e Francesco d’Amore, dipanano il filo rosso di questi fatti senza luce né
ragione, guidandoci nel cuore della nostra passione “troppo umana” per il male.

Il sangue, il delitto, la follia, l’infernale tradimento dei propri cari e parenti… Ne parliamo troppo adesso o ne abbiamo sempre parlato? Quanti secoli sono stati allietati dalla passione umana per il morboso? Per quanto ancora ci terrà compagnia?

gatto PG

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...